Santa Giulia Salzano Fondatrice delle Suore Catechiste del Sacro Cuore
 
S. Maria Capua Vetere (CE), 13 ottobre 1846
Casoria (NA), 17 maggio 1929
Il 27 aprile 2003 Sua Santità Giovanni Paolo II ha dichiarato Giulia Salzano Beata; la Chiesa ha riconosciuto in questa donna l’eroicità delle sue Virtù e la fama di santità .
Nel 1993, per sua intercessione, una bambina di circa nove anni, Stefania Milo gravemente ammalata, fu guarita.
Era affetta da grave sepsi batterica con meningite purulenta, complicata da coagulazione intravasale disseminata.La guarigione ottenuta, per intercessione della Madre Giulia, è stata rapida, completa e duratura, quindi scientificamente inspiegabile come fu dichiarato dalla consulta medica.
Il terzo Millennio, appena iniziato, vede in questa donna, una catechista esperta nelle vie preferenziale dell’evangelizzazione nella Chiesa e nel mondo, esempio e testimonianza profetica che ha saputo comunicare con la parola e con la vita il Vangelo di Cristo.
 
 
 
 
CHI E' MADRE GIULIA?
Dopo la prima soppressione, ad opera di Napoleone, degli Ordini Religiosi e della seconda ad opera del Parlamento del nuovo Regno d’Italia, avvenute nell’Ottocento, si ebbe poi un rifiorire degli stessi Ordini e un meraviglioso sorgere di nuove Congregazioni religiose.
Tutta l’Italia ne fu beneficiaria, ma soprattutto nel Napoletano; questa generosa terra già aveva espresso il mirabile fenomeno delle ‘monache di casa’, anime consacrate che pregavano, soffrivano ed operavano nella propria casa e nel proprio rione; proseguendo poi per tutto il secolo e l’inizio del successivo con il fiorire, sia per nascita, sia per zona di apostolato, di tante figure emergenti nel campo della Chiesa Cattolica.
Esse, sia maschili che femminili, desiderarono diffondere il Vangelo, prima con l’esempio della loro santa vita e poi con altri compagni con l’insegnamento, l’assistenza, l’aiuto agli orfani, agli ammalati, ai poveri e quanti altri, in quei tempi di sconvolgimenti politici e sociali, avessero avuto bisogno di un sostegno spirituale e corporale.
Per questo, come gigli mirabili, fiorirono le loro Congregazioni e Fondazioni, di cui molte arrivate vive ed operanti fino a noi; ne citiamo qualcuna nel campo femminile: la serva di Dio Geltrude y Gomez de Arce, fondatrice delle Suore Benedettine di S. Geltrude; la serva di Dio Maria Maddalena Starace, fondatrice delle Suore Compassioniste Serve di Maria; la beata Caterina Volpicelli, fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore; la serva di Dio Claudia Russo, fondatrice delle Povere Figlie della Visitazione; la serva di Dio Maria Consiglia dello Spirito Santo, fondatrice delle Suore Serve di Maria Addolorata; la beata Maria Cristina Brando, fondatrice delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato; ecc.
A questo eletto, ma incompleto elenco, aggiungiamo la beata Giulia Salzano di cui parliamo, nata a S. Maria Capua Vetere (CE) il 13 ottobre 1846, che però dai 19 anni si trasferì e visse per tutta la vita a Casoria (NA).
Figlia di Diego Salzano, capitano dei lancieri, nell’esercito borbonico di Ferdinando I e di Adelaide Valentino, discendente della famiglia di s. Alfonso, era la quarta di sette figli, rimase presto orfana del padre e quindi affidata al Regio Orfanotrofio di S. Nicola la Strada presso Caserta; ritornò in famiglia a quindici anni, dove completò gli studi, conseguendo il diploma di maestra.
Nell’ottobre 1865 si trasferì a Casoria, avendo ottenuto un incarico d’insegnante nella scuola comunale, dell’allora piccolo paese rurale; nel contempo si preoccupò subito di insegnare ai piccoli scolari anche le verità della fede, raccogliendoli nel cortile della sua casa.
Su suggerimento del servo di Dio cardinale Sisto Riario Sforza, contattò la beata Caterina Volpicelli, per diffondere a Casoria l’opera delle Ancelle del S. Cuore. Donna Giulietta, come veniva chiamata a Casoria, lasciò la scuola anticipatamente, a 36 anni, perché cominciò a maturare l’ideale della vita religiosa a partire dal 1882, guidata in questo cammino dal beato Ludovico da Casoria e da altri degni e santi sacerdoti; Giuseppe Piccirelli, Bonaventura Maresca, Giuseppe Muller.
E con grande spirito profetico, ma anche con tante sofferenze, raccolse intorno a sé, nell’ottobre 1890, un gruppo di amiche, che costituirono il nucleo iniziale delle “Suore Catechiste del S. Cuore”, Congregazione che ha lo scopo primario di far conoscere ed amare Dio da tutti, mediante la devozione al Sacro Cuore ed alla Vergine Maria.
Il nuovo Istituto incontrò varie difficoltà nell’ambito della diocesi di Napoli, perché si voleva far confluire Giulia e le amiche, nelle ‘Ancelle del S. Cuore’; ma il cardinale Giuseppe Prisco, intervenne e incoraggiò l’Opera catechista e ne affidò la direzione in ordine di tempo a don Provitera, don Catalano e don Fabiani.
Il 21 novembre 1905, lei e sette compagne presero il velo, a loro in breve tempo si aggiunsero altre giovani e così si aprirono altre Case sempre nell’ambito napoletano. L’attività della Congregazione, guidata con abnegazione totale da madre Giulia Salzano, era incentrata soprattutto sull’insegnamento catechistico e sulla devozione all’Eucaristia ed al Sacro Cuore; certamente in quei tempi così lontani, madre Giulia anticipò la spinta e l’importanza che oggi la Chiesa ha dato alla Catechesi, cioè a tutti i livelli e ad ogni ceto sociale; ogni giorno della settimana era impegnata nei vari incontri e quando qualche suora, vedendola affaticata e stanca, cercava di distoglierla, essa reagiva dicendo a tutte le suore che come Catechiste dovevano desiderare di morire sulla breccia, cioè facendo catechismo fino all’ultima ora.
Nel 1916 furono completate le Regole dell’Istituto e inviate alla competente Congregazione romana. Le “Suore Catechiste del Sacro Cuore” ottennero il decreto di erezione diocesana dal card. Prisco, il 12 agosto 1920, le Costituzioni furono approvate da Roma il 4 febbraio 1922 ed il riconoscimento pontificio giunse il 19 marzo 1960.
Madre Giulia Salzano continuò il suo apostolato, dispensando consigli a quanti aprivano il loro cuore alla sua accogliente comprensione; per tutti, giovani, soldati, mamme, aveva parole di conforto ed incoraggiamento.
Ad 83 anni, poco prima del concludere il suo cammino terreno, esaminò circa 100 bambini, preparati per la Prima Comunione, fedele fino all’ultimo al suo motto: “Farò catechismo finché avrò un fil di vita”.
Madre Giulia morì a Casoria il 17 maggio 1929; la sua Congregazione si è diffusa, non solo in diverse città italiane, ma anche in altri Stati: Canada, Brasile, Filippine, Perù e India, per promuovere ovunque una Evangelizzazione e Promozione umana. 

FARO’ CATECHISMO FINCHE’ AVRO’ UN FIL DI VITA  
Storicamente l’800 italiano è un secolo di grandi sconvolgimenti sociali,
politici, economici e religiosi; in particolare a Napoli la fine del secolo costituisce un risveglio primaverile di programmi educativi cristiani.
In mezzo a tanti avvenimenti emergono figure di uomini e donne di chiara fama sia per la sanità sia per le grandi opere da essi realizzate.
Tra le grandi figure che desiderano evangelizzare e catechizzare, assistere ed educare il popolo nella vita di fede con strumenti pastorali semplici ed efficaci, emerge una grande donna: Giulia Salzano, nata a S.Maria Capua Vetere il 13 ottobre del 1846, figlia di Adelaide Valentino e di Diego, capitano dei Lancieri del re Ferdinando II.
Giulia rimase ben presto orfana di padre e fu affidata all’Orfanotrofio Regio di S.Nicola la Strada, ma terminò i suoi studi privatamente.Appena diplomata, nel 1865 si trasferì a Casoria per esercitare la professione di insegnante. Fu un insegnante eccezionale in questo piccolo paese rurale.
Donna Giulietta, come veniva chiamata a Casoria, istruì i piccoli che le venivano affidati e si preoccupò di educarli alla fede, raccogliendoli nel cortile della sua casa; i giovani accorrevano a lei per ascoltare le sue parole; le mamme chiedevano consiglio ed aiuto per i propri figli sopportando con pazienza le lamentele che venivano fatte dai vicini di casa. Lasciata la scuola prima del previsto per motivi di salute, si dedicò completamente all’evangelizzazione; ella non si sentiva di abbandonare i fanciulli ei giovani per cui con grande spirito profetico, ma anche in mezzo a tante sofferenze, raccolse intorno a sé alcuni giovani e fondò la CONGREGAZIONE DELLE SUORE CATECHISTE DEL S. CUORE perché Dio potesse essere conosciuto ed amato da tutti mediante la devozione al S. CUORE, che lei promosse in Casoria. Si preoccupò di organizzare una vera scuola catechistica che volle aperta non solo ai fanciulli, ma alle giovani, alle madri, agli uomini.
Giulia aveva sempre desiderato edificare una chiesa per dedicarla al Sacro Cuore; ciò fu possibile grazie alla generosità delle Signorine Anna ed Emilia Marrucco. Il progetto fu approvato e ne fu autorizzata l’esecuzione il 6 marzo 1912; la chiesa fu consacrata il 20 settembre del 1916 nella quale fece emergere il motto
“AD MAJOREM CORDIS JESU GLORIAM!” (Alla maggior gloria del cuore di Gesù !).
La sua lunga vita fu tutta dedita a diffondere il Vangelo, l’amore al S. Cuore e alla SS. Vergine.
Tanti accorrevano a lei per chiedere consigli, aprire il loro cuore e trovare un sostegno sicuro. Molte mamme andavano da , per esporre qualche loro sofferenza; i soldati (molti dei quali erano stati suoi allievi), prima di partire per la guerra, si recavano da lei per chiedere preghiere affinché potessero far ritorno a casa. Ella benediceva e riassicurava tutti.
A molti ammalati portava la sua parola di conforto e li preparava a ricevere bene il sacerdote e con lui i Sacramenti!
Ma l’attività a cui dedicò tutte le sue energie fu proprio la CATECHESI.
Madre Giulia a fine ‘800 anticipò l’impulso che oggi la Chiesa ha dato alla Catechesi, cioè: catechesi a tutti i livelli e ad ogni ceto sociale, infatti ogni giorno della settimana era occupata nei vari incontri e quando qualche suora, vedendola stanca, la voleva distogliere, ella subito coglieva l’occasione per dire a tutte le suore che come Catechiste dovevano desiderare di morire sulle breccia, cioè facendo catechismo fino all’ultimo respiro.
E’ in fondo l’esempio che lei ha lasciato alle sue figlie spirituali e a tutti, infatti qualche giorno prima della sua morte, esaminò cieca 100 bambini di Prima Comunione, vivendo in pienezza il motto della sua vita:
“FARO’ CATECHISMO FINCHE’ AVRO’ UN FIL DI VITA “.
L’umile, grande storia iniziata nel lontano 1846, si concluse il 17 maggio 1929,giorno in cui la Madre Giulia spiccò il volo verso più luminosi orizzonti per incontrare Dio che aveva sempre amato e fatto amare.
Ella ha colto la necessità del suo tempo e ha donato tutta se stessa per dare un valido contributo; oggi il suo Carisma è sempre vivo ed attuale e il suo esempio è di guida e sostegno per quanti sono impegnati a vivere l’esigenza eroismo di un’autentica vita cristiana.
Madre Giulia, oltre ad essere l’Apostola del S. Cuore e grande evangelizzatrice, è stata la Fondatrice di una Congregazione che oggi è viva ed attiva nelle sue figlie spirituali; esse, sulle sue orme portano il messaggio del Vangelo ovunque la Provvidenza le chiami e dal suo luminoso esempio attingono il coraggio, l’entusiasmo e l’energia per testimoniarlo con fedeltà ed amore.
Le Suore Catechiste, sono presenti in Italia in diverse Regioni: Campania, Lazio, Molise,Umbria, Toscana, Veneto e in vari Continenti: America del nord:Canada, America Latina (Brasile Perù), Asia (Filippine,India, Indonesia) dove si dedicano con amore e gioia agli ultimi e agli emarginati.






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