Santa Maria Cristina Brando



Santa Maria Cristina dell'Immacolata Concezione (Adelaide Brando) Religiosa e fondatrice

20 gennaio

Napoli, 1 maggio 1856 - Casoria, 20 gennaio 1906

Un faro luminoso è acceso nella Chiesa del Terzo Millennio, eredità di quell'Ottocento spiritualmente fecondo per la Chiesa di Napoli. Madre Maria Cristina dell'Immacolata Concezione, fondatrice della Congregazione delle Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, è questa luce, accesa dall'Eucaristia, culmine e fonte della sua vita spirituale e apostolica. Per Madre Maria Cristina, già iscritta nell'albo dei Venerabili il 2 luglio 1994, il Papa Giovanni Paolo II ha firmato il decreto di beatificazione e il 17 settembre 2014 Papa Francesco ha promulgato il Decreto per la Canonizzazione.

Martirologio Romano: A Casoria vicino a Napoli, beata Maria Cristina dell’Immacolata (Adelaide) Brando, vergine, che dedicò la sua vita alla formazione cristiana dei fanciulli e attraverso la Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramento da lei fondata promosse fortemente l’adorazione della santa Eucaristia.


Adelaide Brando, nacque a Napoli il 1° maggio 1856 da una agiata famiglia, il padre Giovanni, uomo molto stimato, ricopriva un importante ufficio presso il Banco di Napoli.
Quando aveva appena 12 anni, la notte di Natale del 1868, ai piedi di Gesù Bambino, Adelaide si consacrò a Dio con un voto di perpetua verginità; desiderando entrare fra le suore Sacramentine, trovò l’opposizione del padre, che però le permise di raggiungere la sorella Maria Pia clarissa nel monastero delle Fiorentine a Chiaia in Napoli.
Ma una grave malattia la costrinse per ben due volte a lasciare il monastero, aveva appena cominciato a conoscere la bellezza del vivere consacrate insieme, quando dovette ritornare nel mondo. Ristabilitasi in salute, nel 1875 entrò tra le Sacramentine del monastero di S. Giuseppe dei Ruffi e l’anno successivo poté indossarne l’abito prendendo il nome di Maria Cristina dell’Immacolata Concezione.
L’adorazione a Gesù Sacramentato era la sua più desiderata devozione e la Congregazione delle Sacramentine era quella che più le confaceva, ma il Signore dispose diversamente, ancora una volta la salute venne meno e suor Maria Cristina dovette lasciare anche questo convento; nel 1877 si ritirò come pensionante nel Conservatorio delle Teresiane a Torre del Greco, ripresasi, ritornò a Napoli ed insieme alla sorella Maria Pia anch’ella uscita dal convento per gli stessi motivi di salute e con altre compagne, andò ad abitare in un appartamento della salita Ventaglieri e poi a vico Montemiletto.
Ebbe la buona sorte di avere come consiglieri preziosi il beato Ludovico da Casoria, il venerabile Michelangelo Longo e con la guida dei sacerdoti Raffaele Ferraiolo e Polidoro Schioppa; nel 1884 si trasferì definitivamente nella cittadina di Casoria in provincia di Napoli, qui trovò la sede adatta per poter esprimere il culto perpetuo a Gesù nell’Eucaristia; venne ospitata con il suo gruppo dal canonico Maglione.
Qualche anno dopo, nel 1890, vista l’affluenza di altre giovani adoratrici, acquista la casa degli eredi Costa in via S. Rocco e si trasferisce con la Comunità stabilendo ormai le basi della nuova Congregazione; padre Ludovico da Casoria le aveva predetto: ”In mezzo a questa cittadina erigerai una casa centrale”.
E qui la madre avvertì la necessità di potere erigere un tempio dedicato a Gesù Sacramentato, dove l’adorazione potesse continuare giorno e notte senza interruzione.
La sua grande volontà d’immolarsi non conobbe limiti, essere vittima con la Divina Vittima del Tabernacolo, questo era il suo unico ardente desiderio. Il 19 febbraio 1893, viene posta la prima pietra della chiesa; nella casa di Casoria riservò a sé una piccola stanzetta dalla cui finestrella era possibile vedere l’altare; oltre lo scopo principale dell’adorazione la Comunità si dedicò alla catechesi e all’insegnamento ai fanciulli.
La Santa Sede il 7 luglio 1903, approvò l’Istituto con il nome di Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato. Madre Maria Cristina si ammalò gravemente il 14 gennaio 1906, rendendo la sua bella anima a Dio il 20 gennaio a soli 50 anni.
Come visse così morì, senza segni soprannaturali, ma con un sorriso di dolcezza che manifestava il suo sì alla volontà di Gesù. L’Istituto da lei fondato a Casoria, si allargò ad altre numerose case in Italia ed all’estero, le sue figlie impegnate oggi come allora nell’arduo cammino della virtù, nella scia del suo luminoso esempio, sono diventate varie centinaia.
Per madre Maria Cristina dell’Immacolata Concezione, si aprirono dal 1927 i processi ordinari per la sua beatificazione, nel 1972-73 si ebbe il processo apostolico; il 2 luglio 1994 viene dichiarata venerabile e il 6 novembre 2001 si è tenuto il processo per l’approvazione del richiesto miracolo ottenuto per sua intercessione.
E’ stata beatificata da Papa Giovanni Paolo II a Roma il 27 aprile 2003.
In data 17 settembre 2014 Papa Francesco ha promulgato il Decreto per la Canonizzazione.







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