SPORTELLO OSSERVATORIO COMUNALE SUI DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO DSA

Il Comune di Casoria, in collaborazione con l'Associazione You Can,, offre un servizio di consulenza gratuito per tutti i cittadini e alunni di Casoria per affrontare problematiche scolastiche relative all’insuccesso scolastico.


OSSERVATORIO COMUNALE SUI DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO DSA: Il Comune di Casoria offre un servizio di consulenza gratuito per tutti i cittadini e alunni di Casoria per affrontare problematiche scolastiche relative all’insuccesso scolastico. Il servizio di consulenza è parte integrante del Primo Osservatorio comunale della Regione Campania istituito con  Prot. n. 16238 del 30/04/14  e con delibera di Giunta Prot. n.2338 del 22/12/14 de Comune di Casoria, in tale documento si autorizza alla gestione del servizio l’Associazione  You Can quale ente delegato con il patrocinio morale della Regione Campania e la collaborazione di tutti gli Istituti scolastici del territorio di Casoria nonché del competente Distretto Sanitario 43 dell’Asl Napoli 2 Nord,  Osservatorio Comunale si occupa di approfondimento,  ricerca di nuovi protocolli e metodologie di approccio ed intervento al fine di delineare percorsi di tipo preventivo, diagnostico e terapeutico in materia di Disturbi Specifici Dell’Apprendimento.I disturbi dell’apprendimento definiti dal DSM IV rispettivamente, dislessia (disturbo di lettura), disgrafia(disturbo di ordine grafico), disortografia (disturbo di scrittura) e discalculia (disturbo di calcolo) sono presenti in assenza di  deficit neurologici, cognitivi, sensoriali e/o relazionali essi  interferiscono  in modo significativo con l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana.

Lo sportello di consulenza DSA è attivo tutti i Lunedi dalle 8.30 alle 11.00 presso la sede della ex Pretura di Casoria Via PIO XII

Si accede previo appuntamento con le Volontarie specialiste sui DSA ( tel.3493516191)

 

Premessa informativa sui DSA

Recenti indagini epidemiologiche evidenziano come i disturbi dell’apprendimento  scolastici, definiti dal DSM IV  Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders («Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali») riguardino all’incirca il 5 – 10% della popolazione in età scolare e che, pertanto, ci sono in media in ogni classe 1/2 bambini con queste difficoltà.

I citati disturbi di apprendimento sono quelli per i quali  le prestazioni effettive si discostano da quelle attese e l’analisi del livello di apprendimento di lettura, scrittura o calcolo si presentano significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età cronologica, al QI ( quoziente d’intelligenza) ed alla scolarità

 Da questa analisi  il DSM classifica i disturbi  specifici di apprendimento in :

 -disturbo della lettura

-disturbo della scrittura

- disturbo del calcolo

-disturbi non altrimenti specificati  NAS

Questi disturbi denominati, rispettivamente, dislessia, disgrafia,disortografia e discalculia sono presenti in assenza di  deficit neurologici, cognitivi, sensoriali e/o relazionali

I disturbi dell’apprendimento definiti dal DSM  interferiscono  in modo significativo con l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana ed è qui che si inserisce il concetto di prevenzione e, specificamente, di quella riguardante i bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia atteso che gli apprendimenti scolastici fin dalle prime classi della scuola primaria richiedono l’integrazione di numerose funzioni cognitive e percettivo motorie: visione, udito, motricità, lateralizzazione, memoria, elaborazione delle informazioni, processi associativi, ecc…

Nei casi in cui il rendimento scolastico sia deficitario, si può presumere l’interferenza di disturbi che riguardano specificatamente le capacità di apprendimento e non semplicemente di poca e inefficace applicazione allo studio.

Ecco spiegato perché tali disturbi rappresentano un fattore rilevante di rischio della dispersione scolastica ed una variabile importante del benessere della persona capace quindi di produrre non solo uno svantaggio scolastico ma anche ripercussioni negative sullo sviluppo emotivo e sociale del bambino, perdita dell’autostima e della motivazione a studiare.

E’ scientificamente provata dunque l’importanza di rilevare precocemente la carenza di specifiche abilità di base e predisporre adeguate strategie di prevenzione allo scopo di limitare lo strutturarsi di più gravi difficoltà di apprendimento nella scuola elementare.

La scuola dell’infanzia rappresenta il luogo elettivo per cogliere le modalità di espressione delle difficoltà di apprendimento, il terreno più fecondo per la prevenzione e la progettazione di interventi educativi e didattici strettamente legati alle specifiche problematiche individuali.

All’età di 4 anni, infatti, le competenze si trovano ancora in una fase emergente dello sviluppo talché osservazioni più approfondite non potrebbero comunque rappresentare attendibili indicatori di rischio. Nei bambini di 5 anni, invece, tali abilità risultano generalmente già acquisite e l’immaturità rispetto ad un apprendimento si va a caratterizzare come una condizione stabile, piuttosto che come spontaneamente compensabile

All’età di 5 anni l’osservazione di comportamenti:

- motori,

- percettivi

 - linguistici

pongono in evidenza:

- forme di disordine ed inefficienza:

- scoordinamenti motori ( in motricità rapide, motricità fine, motricità incrociate, discesa dalle scale),

- disordini nell’organizzazione spazio-temporale,

-disordine sequenziale verbale,

- incertezze esecutive generali,

- lentezze e difficoltà grafo-pittoriche

Sono questi gli indicatori tipici delle difficoltà  di apprendimento poiché il manifestarsi di disordini essenziali nelle suddette aree costituiscono la necessaria piattaforma delle cosiddette funzioni esecutive .

In altre parole, si tratta di quei bambini che fanno fatica  ad imparare a leggere l’orologio, ad allacciarsi le scarpe, a memorizzare i  giorni della settimana. Bambini con difficoltà nelle ritmicità e nella seriazione, nella manualità fine e nella coordinazione basilare che trovano quindi arduo operazioni apparentemente semplici come la vestizione, il riconoscimento della dx e sx e nei quali si associano elementi di tipo comportamentale in funzione della negazione del problema o della gestione della frustrazione dovuta all’insuccesso scolastico..

Da quanto detto  si può concludere che la rilevazione precoce delle difficoltà non può, perciò, limitarsi alla segnalazione o all’attribuzione di etichette diagnostiche (con tutte le conseguenze negative che potrebbero derivarne) ma deve essere, piuttosto, il primo passo nella direzione della progettazione e realizzazione di un programma di esperienze educative che permetta di attivare le risorse del bambino.

Cenni sul quadro normativo in tema di DSA

La materia sì è evoluta in concomitanza con la crescente consapevolezza del legislatore circa la rilevanza dei temi trattati e delle soluzioni delle problematiche legate ai DSA

 

 

Art.1: ”Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia”.

Art.2 comma 1 lettera (f)  “favorire la diagnosi precoce e percorsi didattici riabilitativi”

 

La legge finalmente riconosce e tutela la dislessia (disturbo specifico nell’imparare a leggere), la disgrafia (difficoltà di realizzazione grafica), la disortografia (disturbo specifico di scrittura) e la discalculia ( disturbo specifico del calcolo e dell’elaborazione dei numeri).

 

 

 

 







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